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Home Presentazione F.A.S.

Presentazione della Fondazione "Amelia Scorza" o.n.l.u.s.

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Nella sala degli Stemmi della Provincia di Cosenza

Giornata inaugurale

Nasce anche a Cosenza, sull'esempio di altre pochissime realtà ospedaliere dell'Italia Settentrionale, una Fondazione per la promozione e lo sviluppo della conoscenza umana nel settore medico-scientifico ed, in particolare, nel campo ematologico ed ematoncologico. Ispirata ad una ricerca scientifica basata anche su valori etici, la Fondazione si occuperà prevalentemente di medicina riparativa, nuova prospettiva terapeutica che persegue l'obiettivo di riparare i tessuti danneggiati dall'invecchiamento, utilizzando le cellule staminali presenti nel midollo osseo, nel sangue del cordone ombelicale, nel cervello e in altri organi e sistemi.

E' la Fondazione Amelia Scorza" o.n.l.u.s , che, costituita su impulso di promotori privati, oggi annovera, tra i suoi soci fondatori, l’Amministrazione Provinciale di Cosenza, l’Azienda Ospedaliera cittadina, la Fondazione CA.RI.CAL e l'Università della Calabria.

La Fondazione, che si avvarrà del contributo di scienziati e di altri autorevoli ricercatori, nonché delle più prestigiose istituzioni scientifiche, per l'aspetto clinico potrà contare sulle strutture dell'Azienda Ospedaliera di Cosenza, che ha già condiviso l'obiettivo della o.n.Lu.s., di creazione di una c.d. cell factory; vale a dire di un vero e proprio laboratorio per la coltura delle cellule staminali.

Obiettivo che viaggia di pari passo con quello, non meno ambizioso, di creazione di una Ematologia d'eccellenza, che possa costituire un punto di riferimento importante, non solo per l’Azienda Ospedaliera di Cosenza, ma anche per tutto il territorio dell’Italia Meridionale.

 

 

08_05_2007
Da sinistra:

On.le Dott.Mario Oliverio, Dott.ssa Mariuccia De Vincenti, Dott.Giovanni Nicotera,
Avv.Cesare Pelaia, Avv.Luigi Morrone, Prof. Avv.Tommaso Sorrentino.

Presentazione F.A.S.

 

 

 

 

Da destra:

Avv. Ornella Nucci, Prof. Avv.Tommaso Sorrentino, Avv.Luigi Morrone, Avv.Cesare Pelaia, Dott.Giovanni Nicotera,

 

 

 

Come nasce la Fondazione "Amelia Scorza" o.n.l.u.s.

E' il 20 dicembre 2005.

Intorno alla 21,00, mentre sono a casa, mi affaccio per vedere chi abbia suonato al campanello e vedo, con sorpresa, un infreddolito Fortunato Morabito, ancora non molto felice di aver lasciato il clima marino della sua Reggio Calabria, per approdare alla "montagna", come egli ama definire Cosenza.

Sono contenta di vederlo in abiti normali e, soprattutto, fuori dall'Ospedale, dove, qualche tempo prima, a causa di una sfortunata congiuntura, io e Ciccio, mio marito, abbiamo avuto occasione di conoscerlo.

Non so ancora bene perché, ma il Fortunato che incontriamo quella sera ci pare diverso dal Dott. Morabito conosciuto agli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria.

Così come, forse, anche noi appariamo diversi, ai suoi occhi.

Ed, in effetti, dopo una amabile chiacchierata, ci accorgiamo che si erano invertiti i ruoli.

Qui a Cosenza, dove è approdato da appena qualche mese per dirigere l'Unità Operativa di Ematologia, è lui ad esternarci le sue preoccupazioni ed a chiederci di dargli una mano.

Il suo grande desiderio è che quella creatura, l'Ematologia, nata da appena nove mesi e già in grado di gattonare, pur tra tante difficoltà, impari speditamente a camminare e, dopo di lui, rimanga uno dei fiori all'occhiello di questa città.

Fortunato Morabito vuole fortemente, per Cosenza, una Ematologia d'Eccellenza.

Vuole una Ematologia capace di garantire a quei pazienti affetti da patologie ematologiche di potersi curare a Cosenza, con la certezza di poter ricevere le stesse cure e prestazioni dei migliori Centri Ematologici d'Eccellenza, già presenti in altre parti d'Italia.

Vuole che la gente affetta da questo gruppo di patologie possa avere la serenità di potersi curare a casa propria, senza dover peregrinare per approdare ad oasi più felici, la cui ricerca è, spesso, più faticosa e mutilante della malattia stessa.

Il suo entusiasmo è contagiaoso ed il progetto così ambizioso, da suonare quasi come una sfida! Ci piace. E così, in poco tempo, i nostri amici diventano gli amici di Fortunato. Ed i suoi interlocutori diventano i nostri.

Ma, perché il desiderio sia realizzabile, occorre abbattere quei paletti che, assai spesso, ostacolano l'attività degli Enti Pubblici. Occorre creare un soggetto giuridico che, pur con una importante componente pubblica - a garanzia delle serietà dell'iniziativa - sia più snello e duttile e possa confrontarsi con qualunque interlocutore, con l'autorevolezza del pubblico e la snellezza del privato.

Da qui, dopo un approfondito studio, l'idea della Fondazione di Partecipazione, dove pubblico e privato si completano.

Fondamentale, a questo punto, diventa il ruolo di Tommaso Sorrentino, che non ha bisogno di presentazioni. Il suo essere Avvocato ed i suoi rapporti, personali e professionali, con le persone giuste, ci aprono - volendo mutuare un termine dalla politica - la strada alle "consultazioni".

Incontro Giovanni Nicotera - all'epoca Direttore Sanitario dell'Azienda Ospedaliera di Cosenza - e Cesare Pelaia, Direttore Generale dell'A. O., ai quali sottopongo l'idea di questa sorte di matrimonio, tra pubblico e privato. Incontro Mario Bozzo, Presidente della Fondazione CA.RI.CAL., e Sebastiano Andò, Preside della Facoltà di Farmacia dell'Università della Calabria.

E, così, tutti intorno allo stesso tavolo, il 22 dicembre del 2006, insieme al collegio dei revisori dei conti, composto da Corrado Olivieri, Francesco Cribari e Carlo Cannataro, nello studio del Notaio Stefania Lanzillotti - che ringrazio pubblicamente per l'attenzione dimostrata - costituiamo la Fondazione di Partecipazione Amelia Scorza o.n.l.u.s..

L'8 maggio del 2007, poi, è la data del debutto in società della FAS onlus, nella Sala degli Stemmi del Palazzo della Provincia, tra l'entusiasmo del qualificato pubblico e dei midia, che non rimangono indifferenti all'evento.

E lo stesso accade il 17 gennaio 2008, quando, in C.da Rosario di Mendicino, la Fas onlus inaugura la sua nuova sede, che non a caso, con la benedizione di Mons. Salvatore Nunnari, viene battezzata con il nome de "la Casa della Ricerca".

L'inaugurazione della Casa della Ricerca ed il passaggio dell'U.O. di Ematologia presso la nuova struttura - che, con la sua zona di accoglienza dai colori vivaci, richiama più la hall di un accogliente albergo, che non una sala d'attesa per degenti - rappresentano il primo, vero passo verso una realtà che comincia ad apparire più vicina.

Ma è evidente che il cambiamento non può essere rappresentato dalle infrastrutture. O non solo da quelle.

Perché "Le rivoluzioni o sono nel pensiero o non sono".

Il cambiamento vero deve venire da ogni singolo abitante di questa Città, che deve cominciare a credere davvero qualcosa può cambiare ed iniziare a convincersi del fatto che l'iniziativa per la quale si sta lavorando non appartiene agli "altri", ma ad ognuno di noi.

Sulla scia, magari, di quanto accaduto a Modena, dove ogni modenese è fiero di avere, nella propria Città, l'Associazione Angela Serra, che, con i fondi raccolti dalle varie iniziative a scopo benefico o con la semplice destinazione del 5x1000, è riuscita a costruire un intero palazzo, dedicato alla ricerca ed alla cura delle malattie oncologiche.

E se è vero che l'Associazione Angela Serra - oggi sotto la sapiente guida del Prof. Massimo Federico, al quale va il mio personale ringraziamento per aver offerto alla FAS il gemellaggio - esiste già da molti anni ed ha sede in una città  certamente più ricca, è innegabile, di contro, che la generosità dei Cosentini e, più in generale, dei Calabresi non teme confronti.

Con questa certezza, oltre che con l'ansia e la curiosità che accompagna ogni nuovo viaggio, la Fondazione inizia il suo cammino.

Ornella Nucci

 


Foto F.A.S.

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Reparto di Ematologia Ieri-Oggi

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